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Il trasferimento dei flussi di tfr trattamento di fine rapporto ai fondi pensione,un regime fiscale che non penalizzi ma incentivi la previdenza pensionistica integrativa e complementare,l’avvio dei fondi pensione per il pubblico impiego e la parità normativa per le diverse forme di previdenza pensionistica privata sono tra le questioni oggi più discusse in sede politica e sindacale. Con il sia pure difficile decollo della previdenza integrativa e complementare di fonte privata, come si sa si è comunque già stabilito uno stretto rapporto tra materia delle pensioni e mercato finanziario,posto che il risparmio conferito a istituti di previdenza integrativa e complementare di fonte privata per disposizione delle norme del decreto legislativo 124 del 1993 necessariamente va investito in strumenti e prodotti finanziari (M.Bessone,Mercati mobiliari, Giuffrè 2003). Il che è fattore la cui rilevanza è già stata molte volte evidenziata (E.Fornero,L’economia dei fondi pensione.Potenzialità e limiti della previdenza privata in Italia,Il mulino; G.Cazzola,Guida ai fondi pensione R.Cesari,I fondi pensione, editrice Il Mulino ).Le nuove forme di previdenza complementare e integrativa ,offerte da fondi pensione chiusi, fondi pensione aperti ,piani pensionistici individuali pip e fip delle assicurazioni sono adesso al centro della iniziativa di riforma legislativa ,dove come si diceva sono di primaria valenza la revisione delle regime fiscale dei fondi pensione e il trasferimento ai fondi pensione del trf (il trattamento di fine rapporto ) secondo principio di silenzio – assenso del lavoratore e la previdenza complementare dei dipendenti pubblici .Ma intanto i fondi pensione e le altre forme di previdenza integrativa e complementare trovano disciplina quanto mai ardua nel coacervo delle prescrizioni del decreto legislativo 124 e del decreto legislativo 47 del 2000, analizzate da specialisti della materia ( A.Tursi,La previdenza complementare e sistema italiano di sicurezza sociale ,Giuffrè 2001)che inquadrano la problematica in quella più generale del Welfare State (G.Ferraro (a cura di) La previdenza complementare nella riforma del Welfare, Edizioni Giuffrè , 2000)oppure sono analitica trattazione dei problemi di interpretazione delle normative (M.Bessone,Previdenza complementare ,editore Giappichelli ,ed. 2003).Con le caratteristiche del commentario che vuole essere esauriente trattazione della materia,di recente si resa disponibile l ‘opera colettanea di numerosi autori anche essi attenti alle valenze della evoluzione normativa ma anche alla pratica operativa (AA.VV.La previdenza complementare, Commentario a cura di M.Bessone e F,Carinci ,casa editrice Utet,2004).E una volta di più preminenti sono i problemi di destinazione del trf ai fondi pensione,il loro trattamento di diritto tributario e fiscale,nonche il decollo della previdenza integrativa e complementare per il pubblico impiego.La materia dei fondi pensione come spesso giustamente si dice è ,e ora è divenuta materia di sussidiarietà e di legislazione regionale concorrente dell’art. 117 cost. appunto per previdenza integrativa e complementare (L.Francario, Sussidiarietà competenza legislativa regionale fondi pensione,nel Commentario cit.). Sono pertanto necessarie opere di qualificata dottrina che permettano di valutare il fondamento costituzionale e i della previdenza dei fondi pensione e dei piani pensionistici individuali . La monografia che qui segnala è appunto assai notevole contributo ad una adeguata comprensione della problematica pensionistica complementare,anche nel quadro del nascente diritto comunitario dei fondi pensione ( AA.VV. I fondi pensionistici privati nell’ordinamento comunitario ,in Commentario cit e ivi M.Cinelli ,Stato sociale e ordinamento comunitario ). |
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